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venerdì 2 marzo 2018

Kaze no Matasaburō (風の又三郎) (2016)

https://myanimelist.net/anime/30922/Kaze_no_Matasaburou_Movie

Kaze no Matasaburō (風の又三郎) "Matasaburō del vento" avventura, sovrannaturale

Tratto dalle opere di Kenji Miyazawa.
Più precisamente dal racconto omonimo.

Vincitore dell'Anime Tamago (già Anime Mirai) del 2016.
http://animetamago.jp/2016/piece/buemon/

Molta ironia, in senso buono, mi ha strappato più di una risata :)

Stavolta a trasferirsi in campagna è una bambina, che non ama starci e vorrebbe tornare in città. E i "campagnoli" compagni di classe sono animali (in senso letterale) ^_^;;
Nella storia originale il nuovo arrivato viene sospettato di essere Matasaburō, il bambino della leggenda, stavolta la nostra protagonista incontra davvero il dio del vento e raccoglie una penna dai poteri magici che gli è caduta.

Storia di integrazione e correlazioni e fantasie infantili che si intrecciano con la realtà.

La tecnica di animazione è curiosa, coniuga disegni e animazione fatti al computer con una colorazione ad "acquerello" lasciata appositamente imperfetta, come se (e magari lo è, vai a sapere) fossimo in presenza di cel colorate a mano. Imperfezione spinta fino a lasciare piccoli spazi non colorati. Come se ad averle colorate fossero stati dei bambini. 
Molto curioso e intrigante :)

Ottima la colonna sonora, sempre puntuale.

Alla fine, la bambina torna in città, ma non senza il rimpianto di lasciare le nuove amicizie a malapena formatesi.

Piaciuto parecchio. D'altronde, ha vinto un concorso agguerrito... ^_^;;

Kaze no Matasaburō (風の又三郎) (1988)


https://myanimelist.net/anime/12141/Kaze_no_Matasaburou

Kaze no Matasaburō (風の又三郎) "Matasaburō del vento" avventura, sovrannaturale

Tratto dalle opere di Kenji Miyazawa.
Più precisamente dal racconto omonimo.

Leggero e tranquillo, interessanti alcune rese grafiche. Ad esempio, all'inizio di ogni segmento compare il disegno in bianco e nero, poi alcuni tratti "a mano" di colore riempitivo e quindi crossfade sul disegno colorato.
Altro punto interessante il sogno/allucinazione di Kasuke, con luci e colori irreali e un che del Piccolo Principe di Saint-Exupéry coniugato con qualcosa di Marc Chagall :D

Una cosa che mi ha dato da pensare è la canzoncina che ci fa sia da sigla che da BGM. Poi ho trovato che in realtà le strofe sono tratte direttamente dal racconto, una canzoncina che il piccolo "Matasaburō" canticchia.

giovedì 1 marzo 2018

Chūmon no ōi ryōriten (注文の多い料理店) (1994)

https://anidb.net/perl-bin/animedb.pl?show=anime&aid=11948

Chūmon no ōi ryōriten (注文の多い料理店 Un ristorante con molte richieste) avventura horror


Tratto dalle opere di Kenji Miyazawa.

Terzo adattamento animato del racconto. Stavolta abbiamo un'animazione di tipo classico.

Stavolta a risentire del tempo che passa è la colonna sonora, musica da tastiera elettronica/sintetizzatore/quellarobalì.

Lineare quanto se non più del primo del 1958, non riesce però a cumulare neanche la poca tensione di quello, infilando la via della farsa. Presumo l'intento fosse quello di far ridere i bambini per quanto sono sciocchi i protagonisti; me li vedo spalancare occhi e bocca in una smorfia incredula gridando "ma NOOO! Ma come fanno a non CAPIRE?!?" per poi torcersi dalle risate :D

Chūmon no ōi ryōriten (注文の多い料理店) (1958)

https://www.animeclick.it/anime/19091/chuumon-no-ooi-ryouriten-1958

Chūmon no ōi ryōriten (注文の多い料理店 Un ristorante con molte richieste) avventura horror


Tratto dalle opere di Kenji Miyazawa.

Primo adattamento animato del racconto. La tecnica usata è quella dell'argilla modellata e ripresa in stop-motion.

Che dire... Il tempo non è stato galantuomo... :D

Tuttavia si salva grazie alla regia, che ben ritma lo svolgersi della vicenda, cumulando pure un po' di tensione (anche se rimane una cosa blanda; ritengo che il motivo risieda nel target del pubblico giovanile).

La narrativa viene lasciata ai dialoghi, quindi gran commenti "beh, ha senso", "ma che strano" "eggià, proprio strano" da parte dei baldi cacciatori davanti all'assenza di personale del ristorante e ai cartelli con le istruzioni sempre più bizzarre man mano che procedono al suo interno.

La colonna sonora ha una sonorità di quegli anni (qualità degli strumenti di registrazione?), eseguita da un'intera orchestra. Però rimane in sottofondo ai dialoghi e alle voci disincarnate, tipico delle opere per bambini. Manca solo la voce narrante :D

Giudizio sommario: non indimenticabile. :D

Chūmon no ōi ryōriten (注文の多い料理店) (1991)

https://it.wikipedia.org/wiki/Ch%C5%ABmon_no_%C5%8Di_ry%C5%8Driten

Chūmon no ōi ryōriten (注文の多い料理店 Un ristorante con molte richieste) avventura horror


Tratto dalle opere di Kenji Miyazawa.

Corto di  Kihachirō Kawamoto. Anzi, no.

cito wikipedia
«  è un cortometraggio d'animazione ispirato all'omonimo racconto di Kenji Miyazawa. Ideata e in gran parte realizzata nel 1988 da Tadanari Okamoto, con la collaborazione dell'animatrice e cesellatrice Reiko Ōkuyama, l'opera fu concepita come studio per un possibile lungometraggio e vide l'impiego di un'originale tecnica in cui le animazioni furono ottenute utilizzando delle calcografie in rame. Con l'improvvisa morte di Okamoto nel 1990 la lavorazione si interruppe e il cortometraggio venne completato nel 1991 dall'amico e compagno d'arte Kihachirō Kawamoto. »

Insomma, a rigor di attribuzione non è un corto di Kawamoto, bensì di Okamoto. Ma io ne approfitto per incardinarci i lavori tratti dalle opere di Miyazawa nei tag :D
Chi è Kenji Miyazawa lo potete cercare in rete, accenno solo al fatto che ha scritto Goshu il violoncellista, da cui Isao Takahata ha tratto l'omonimo film, e questo la dice lunga :D

Marrone rulez.
Talmente tanto che anche quello che non lo è finisce per sembrarlo.
La parte secondo me venuta meglio è la vegetazione: il bosco autunnale, l'erba alta, i riflessi, il chiaroscuro. Veramente colpito.
Anche la sua animazione, la flessione sotto la spinta del vento, l'ho trovata evocativa.

L'animazione dei personaggi, invece, l'ho trovata un po' saltellante, immagino per via delle difficoltà della tecnica impiegata.

Non ci sono dialoghi, tutto viene narrato dalle immagini e dalla colonna sonora. E già questo è notevole di suo.
La vicenda si snoda imperniandosi sui vari cartelli con le istruzioni che i nostri malcapitati si ritrovano davanti.

C'è un salto marcato, a circa a due terzi, una ellissi, un taglio netto senza soluzione di continuità; avrei apprezzato meglio un accompagnamento, un cross-fading,  qualcosa che non lasci lo spettatore con l'impressione di essersi distratto un momento o due.

Anche il finale sembra essere un po' troncato, sostituito da un paio di scritte esplicative, forse proprio a causa della scomparsa di Okamoto, ma può essere che fosse pianificato così.

Vale la pena guardarselo un paio di volte, possibilmente di sera, in tranquillità.